Stemma del Comune di Tavagnasco Comune fiortito 2014

Comune di tavagnasco



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Immagine del Comune di Tavagnasco

venerdì 28 aprile 2017

Lo Statuto

COMUNE DI TAVAGNASCO
Provincia di Torino
_


STATUTO
COMUNALE

Approvato con deliberazione del Consiglio Comunale n. 2 del 14.01.1992
Modificato con deliberazione del Consiglio Comunale n. 15 del 30.07.2009


PRINCIPI COSTITUTIVI


Art. 1
PRINCIPI FONDAMENTALI

1. La comunità di Tavagnasco è ente autonomo locale il quale ha rappresentatività generale
secondo i principi della Costituzione e della legge generale dello Stato.
2. L’autogoverno della comunità si realizza con i poteri e gli istituti di cui al presente Statuto.
Art. 2
FINALITA’

1. Il Comune promuove lo sviluppo e il progresso civile, sociale, economico e culturale della
propria comunità ispirandosi al dettato Costituzionale.
2. Il Comune persegue la collaborazione e la cooperazione con tutti i soggetti pubblici e privati e
promuove la partecipazione dei cittadini, delle forze sociali, economiche e sindacali alla
amministrazione.
3. Il Comune ispira la propria azione ai seguenti criteri e principi:
a) la promozione della funzione sociale dell’iniziativa economica, pubblica e privata, anche
attraverso lo sviluppo di forme di associazionismo economico e di cooperazione e del
volontariato;
b) la tutela e lo sviluppo di risorse naturali, ambientali, storiche e culturali presenti nel proprio
territorio per garantire alla collettività una migliore qualità di vita;
c) Il Comune può favorire tutte le iniziative concertate con la Comunità Montana in particolare
quelle dirette al sostegno ed alla valorizzazione delle risorse umane e materiali presenti nel
territorio.
Art. 3
PROGRAMMAZIONE E FORME DI COOPERAZIONE

1. Il Comune realizza le proprie finalità adottando il metodo e gli strumenti della programmazione.
2. Il Comune concorre alla determinazione degli obiettivi contenuti nei programmi dello Stato e
della Regione Piemonte, avvalendosi dell’apporto delle formazioni sociali, economiche,
sindacali e culturali operanti nel suo territorio.
3. I rapporti con gli altri Comuni, Province e Regioni sono informati ai principi di cooperazione,
pariteticità, complementarietà e sussidarietà tra le diverse sfere di autonomia.
4. Al fine di raggiungere una migliore qualità dei servizi, il Comune potrà delegare proprie
funzioni alla Comunità Montana.

Art. 4
TERRITORIO E SEDE COMUNALE

1. Il territorio del Comune si estende per Kmq. 8,65 confinante con i Comuni di:
Quincinetto, Settimo Vittone, Quassolo, Brosso, Traversella.
2. Il palazzo civico, sede comunale, è ubicato in Piazza del Municipio n. 1.
3. Le adunanze degli organi collegiali si svolgono nella sede comunale. In casi del tutto
eccezionali e per particolari esigenze, il Consiglio può riunirsi anche in luoghi diversi dalla
propria sede.
Art. 5
ALBO PRETORIO

1. Il Consiglio Comunale individua nel palazzo civico apposito spazio da destinare ad “Albo
Pretorio”, per la pubblicazione degli atti ed avvisi previsti dalla legge, dallo Statuto e dai
regolamenti.
2. La pubblicazione deve garantire la l’accessibilità, l’integralità e la facilità di lettura.
3. Il Segretario cura l’affissione degli atti di cui al 1° comma avvalendosi di un Messo comunale e,
su attestazione di questo, ne certifica l’avvenuta pubblicazione.
Art. 6
STEMMA E GONFALONE

1. Il Comune negli atti e nel sigillo si identifica con il nome di Tavagnasco e con lo stemma
concesso con Decreto del Presidente della Repubblica in data 16 aprile 1958, registrato alla
Corte dei Conti in data 7 Agosto 1958, cosi descritto: “Inquartato; nel primo e quarto di azzurro,
al leone rampante d’oro, coronato dello stesso; nel secondo e terzo d’oro, al leone rampante
d’azzurro, coronato del primo; sul tutto uno scudetto di azzurro, caricato di una mitria
d’argento. Ornamenti esteriori da Comune”.
2. Nelle cerimonie e nelle altre pubbliche ricorrenze, accompagnato dal Sindaco, si può esibire il
gonfalone comunale autorizzato con Decreto del Presidente della Repubblica in data 16 Aprile
1958, registrato alla Corte dei Conti il 7 Agosto 1958, nella foggia seguente:
“Drappo partito di azzurro e di giallo riccamente ornato di ricami d’argento e caricato dello
stemma sopra descritto con la iscrizione centrata in argento: Comune di Tavagnasco. Le parti di
metallo ed i cordoni saranno argentati. L’asta verticale sarà ricoperta di velluto dai colori del
drappo, alternati, con bullette argentate poste a spirale. Nella freccia sarà rappresentato lo
stemma del Comune e sul gambo inciso il nome. Cravatta e nastri tricolorati dai colori nazionali
frangiati d’argento”.



PARTE I
ORDINAMENTO STRUTTURALE


TITOLO I
ORGANI ELETTIVI

 


Art. 7
ORGANI

1. Sono organi elettivi del Comune: il Consiglio Comunale, la Giunta Comunale ed il Sindaco.
Art. 8
CONSIGLIO COMUNALE

1. Il Consiglio Comunale esercita la potestà e le competenze previste dalla legge e svolge le sue
attribuzioni conformandosi ai principi, ai criteri, alle modalità ed ai procedimenti stabiliti nel
presente Statuto e nelle norme regolamentari.
2. Impronta l’azione complessiva dell’Ente ai principi di pubblicità, trasparenza e legalità ai fini di
assicurare il buon andamento e l’imparzialità.
3. Nell’adozione degli atti fondamentali privilegia il metodo e gli strumenti della programmazione,
perseguendo il raccordo con la programmazione Provinciale, Regionale, Statale e con la
Comunità Montana.
4. Gli atti fondamentali devono contenere l’individuazione degli obiettivi e delle finalità da
raggiungere e la destinazione delle risorse e degli strumenti necessari all’azione da svolgere.
5. Ispira la propria azione al principio di solidarietà.
Art. 9
SESSIONI E CONVOCAZIONI

1. L’attività del Consiglio si svolge in sessioni ordinarie e straordinarie; sono ordinarie le sessioni
convocate per l’approvazione del bilancio di previsione annuale e per il bilancio pluriennale,
nonché quelle convocate per l’approvazione del rendiconto dell’esercizio finanziario.
2. Il Consiglio è convocato dal Sindaco che, sentita la Giunta Comunale, formula l’ordine del
giorno e ne presiede i lavori, secondo le norme del regolamento.
3. Gli adempimenti previsti al comma precedente , in caso di dimissioni, decadenza, rimozione o
decesso del Sindaco, sono assolti dal vice Sindaco.
Art. 10
COMMISSIONI

1. Il Consiglio Comunale può istituire nel suo seno commissioni permanenti, temporanee o
speciali.
2. Il regolamento disciplina il loro numero, le materie di competenza, il funzionamento e la loro
composizione nel rispetto del criterio proporzionale. Può essere previsto un sistema di
rappresentanza plurima o per delega.
3. Le commissioni possono invitare a partecipare ai propri lavori Sindaco, Assessori, organismi
associativi, funzionari e rappresentanti di forze sociali, politiche ed economiche per l’esame di
specifici argomenti.
4. Le commissioni sono tenute a sentire il Sindaco e gli Assessori ogni qualvolta questi lo
richiedano.
Art. 11
ATTRIBUZIONI DELLE COMMISSSIONI

1. Compito principale delle commissioni permanenti è l’esame preparatorio degli atti deliberativi
del Consiglio al fine di favorire il miglior esercizio delle funzioni dell’organo stesso.
2. Compito delle commissioni temporanee e di quelle speciali è l’esame di materie relative a
questioni di carattere particolare o generale individuate dal Consiglio Comunale.
3. Il regolamento dovrà disciplinare l’esercizio delle seguenti attribuzioni:
a) la nomina del presidente della commissione;
b) le procedure per l’esame e l’approfondimento di proposte di deliberazioni loro assegnate dagli
organi del Comune;
c) le forme per l’esternazione dei pareri;
d) i metodi, procedimenti e termini per lo svolgimento di studi, indagini, ricerche ed elaborazione
di proposte.
Art. 12
CONSIGLIERI

1. La posizione giuridica e lo status dei Consiglieri sono regolati dalla legge; essi rappresentano
l’intera comunità alla quale costantemente rispondono.
2. Le funzioni di Consigliere Anziano sono esercitate da colui che ha ottenuto il maggior numero
di voti individuali indipendentemente dalla lista di appartenenza.
3. Le dimissioni della carica di Consigliere devono essere presentate personalmente dal consigliere
interessato al protocollo del Comune. In caso di impedimento il Consigliere interessato può
conferire apposita procura . Le dimissioni sono immediatamente efficaci e non hanno bisogno
di presa d’atto da parte del Consiglio.
Art. 13
DIRITTI E DOVERI DEI CONSIGLIERI

1. Le modalità e le forme di esercizio del diritto di iniziativa e di controllo del Consigliere
Comunale, previsti dalla legge, sono disciplinati dal regolamento.
2. L’esame delle proposte di deliberazione e degli emendamenti, i quali incidono in modo
sostanziale sulle stesse, è subordinato all’acquisizione dei pareri previsti dal D.Lgs. 267/2000
art. 49.
3. Ciascun Consigliere è tenuto ad eleggere domicilio nel territorio comunale.
Art. 14
GRUPPI CONSIGLIARI

1. I Consiglieri possono costituirsi in gruppi secondo quanto previsto nel regolamento e ne danno
comunicazione al Segretario Comunale. Qualora non si eserciti tale facoltà o nelle more della
designazione, i capigruppo sono individuati nei Consiglieri, non componenti la Giunta, che
abbiano riportato il maggior numero di voti per ogni lista.
2. Il regolamento può prevedere la conferenza dei capigruppo e le relative attribuzioni.
Art. 15
GIUNTA COMUNALE

1. La Giunta comunale è l’organo di governo del Comune
2. Impronta la propria attività ai principi della collegialità, della trasparenza e dell’efficienza.
3. Adotta tutti gli atti concreti, idonei al raggiungimento degli obiettivi e delle finalità dell’Ente nel
quadro degli indirizzi generali ed in attuazione degli atti fondamentali approvati dal Consiglio
Comunale.
4. Esamina collegialmente gli argomenti da proporre al Consiglio Comunale.
Art. 16
ELEZIONI E PREROGATIVE

1. Gli Assessori sono nominati dal Sindaco. Il Sindaco può motivatamente revocare qualunque
Assessore.La nomina della Giunta e l’eventuale sostituzione di qualunque Assessore , è
comunicata al Consiglio, nella prima seduta utile. La Giunta è eletta nei termini e con le
modalità stabilite dalla legge, sulla base di un documento programmatico presentato al
Segretario del Comune.
2. Le cause di ineleggibilità ed incompatibilità, la posizione giuridica, lo status dei componenti
l’organo e gli istituti della decadenza e della revoca sono disciplinati dalla legge.
Art. 17
COMPOSIZIONE

1. La Giunta è composta dal Sindaco e da n. 4 Assessori. Due Assessori possono essere scelti tra i
cittadini in possesso dei requisiti di eleggibilità, candidabilità e compatibilità alla carica di
consigliere comunale, e competenti nelle materie oggetto di delega.
Art. 18
FUNZIONAMENTO DELLA GIUNTA

1. La Giunta è convocata e presieduta dal Sindaco che stabilisce l’ordine del giorno, tenuto conto
degli argomenti proposti dai singoli Assessori.
2. Le modalità di convocazione e di funzionamento sono stabilite dalla Giunta stessa.
3. Le sedute della Giunta non sono pubbliche.
Art. 19
ATTRIBUZIONI

1. La Giunta comunale compie tutti gli atti rientranti nelle funzioni degli organi di governo, che
non sono riservati dalla legge al Consiglio e che non ricadano nelle competenze, previste dalle
leggi e dal presente Statuto, del Sindaco e dei Dirigenti o Responsabili dei Servizi.
Art. 20
DELIBERAZIONI DEGLI ORGANI COLLEGIALI

1. Gli organi collegiali deliberano validamente con l’intervento della metà dei componenti
assegnati ed a maggioranza dei voti favorevoli sui contrari, salvo maggioranze speciali previste
espressamente dalle leggi o dallo Statuto;
2. Tutte le deliberazioni sono assunte, di regola, con votazione palese. Sono da assumere a
scrutinio segreto le deliberazioni concernenti persone, quando venga esercitata una facoltà
discrezionale fondata sull’apprezzamento delle qualità soggettive di una persona o sulla
valutazione dell’azione da questi svolta.
3. Le sedute del Consiglio o delle commissioni consigliari sono pubbliche. Nel caso in cui
debbano essere formulate valutazioni ed apprezzamenti “persone”, il Presidente dispone la
trattazione dell’argomento in “seduta privata”.
4. L’istruttoria e la documentazione delle proposte di deliberazione, il deposito degli atti e la
verbalizzazione delle sedute del Consiglio e della Giunta sono curate dal Segretario Comunale,
secondo le modalità e i termini stabiliti dal regolamento. Il Segretario Comunale non partecipa
alle sedute quando si trova in uno dei casi di incompatibilità. In tal caso è sostituito in via
temporanea da un componente del collegio nominato dal Presidente.
5. I verbali delle sedute sono firmate dal Presidente e dal Segretario Comunale.
Art. 21
ATTRIBUZIONE DI AMMINISTRAZIONE

1. Il Sindaco:
a) ha la rappresentanza generale dell’Ente;
b) ha la direzione unitaria ed il coordinamento dell’attività politico- amministrativa del Comune e
ne rappresenta la volontà collegiale;
c) coordina l’attività della Giunta e dei singoli Assessori;
d) adotta ordinanze contingibili ed urgenti nelle materie di sua competenza
e) impartisce direttive al Segretario Comunale in ordine agli indirizzi funzionali e di vigilanza
sull’intera gestione amministrativa di tutti gli uffici e servizi;
f) ha facoltà di delega e di revoca;
g) promuove ed assume iniziative per concludere accordi di programma con tutti i soggetti
pubblici previsti dalla legge, sentiti la Giunta e/o il Consiglio Comunale;
h) può concludere accordi con i soggetti interessati al fine di determinare il contenuto discrezionale
del provvedimento finale;
i) convoca i comizi per i referendum consultivi;
l) determina gli orari di apertura al pubblico degli uffici, dei servizi e degli esercizi comunali
m) nomina rappresentanti del Comune presso aziende e istituzioni in base alle direttive approvate
dal Consiglio Comunale;
n) sovraintende il servizio di polizia municipale.
Art. 22
ATTRIBUZIONE DI VIGILANZA

1. Il Sindaco:
a) Acquisisce direttamente presso tutti gli uffici e servizi informazioni ed atti anche riservati;
b) Promuove direttamente o avvalendosi del Segretario Comunale, indagini e verifiche
amministrative sull’intera attività del Comune;
c) Compie gli atti conservatavi dei diritti del Comune;
d) Può disporre l’acquisizione di atti, documenti ed informazioni presso le aziende speciali, le
istituzioni e le società per azioni, appartenenti all’ente, tramite i rappresentanti legali delle stesse
e ne informa il Consiglio Comunale;
e) Collabora con il Revisore del Conto del Comune per definire le modalità di svolgimento delle
sue funzioni nei confronti delle istituzioni;
f) Promuove ed assume iniziative atte ad assicurare che uffici, servizi, aziende speciali, istituzioni
e società appartenenti al Comune, svolgano le loro attività secondo gli obiettivi indicati dal
Consiglio ed in coerenza con gli indirizzi attuativi espressi dalla Giunta.
Art. 23
ATTRIBUZIONE DI ORGANIZZAZIONE

1. Il Sindaco:
12
a) stabilisce gli argomenti all’ordine del giorno delle sedute e dispone la convocazione del
Consiglio Comunale e lo presiede ai sensi del regolamento. Quando la richiesta è formulata da
1/5 dei Consiglieri provvede alla convocazione;
b) convoca e presiede la conferenza dei capi gruppi consigliari, secondo la disciplina
regolamentare;
c) esercita i poteri di polizia nelle adunanze consigliari e negli organismi pubblici di
partecipazione popolare dal Sindaco presiedute, nei limiti previsti dalle leggi;
d) convoca e presiede la Giunta Comunale.
e) ha potere di delega generale o parziale delle sue competenze ed attribuzioni ad uno o più
Assessori;
f) delega la sottoscrizione di particolari specifici atti non rientranti nelle attribuzioni delegate ad
Assessori;
g) riceve le interrogazioni, interpellanze, mozioni e ordini del giorno da sottoporre al Consiglio.
Art. 24
ATTRIBUZIONE DI SERVIZI STATALI

1. Il Sindaco:
a) Provvede ad assolvere funzioni di polizia giudiziaria quando la legge gli attribuisce la qualifica
di Ufficiale di P.G.;
b) Sovraintende,
c) Sovraintende, informandone il Prefetto, ai servizi di vigilanza ed a quanto interessa la sicurezza
e l’ordine pubblico;
2. Adotta i provvedimenti contingibili ed urgenti ed assume le iniziative conseguenti.
Art. 25
VICE SINDACO

1. Il Vice Sindaco è l’Assessore che tale funzione viene designato dal Sindaco. Sostuisce il
Sindaco in tutte le sue funzioni in caso di assenza o impedimento temporaneo o sospensione
delle funzioni. In caso di dimissioni o cessazione dalla carica del Sindaco.il vice Sindacalo
sostituisce fino alle elezioni.
2. Gli Assessori, in caso di assenza o impedimento del Vice Sindaco, esercitano le funzioni
sostitutive del Sindaco secondo l'ordine di anzianità.
3. Delle deleghe rilasciate al Vice Sindaco ed agli Assessori deve essere fatta comunicazione al
Consiglio ed agli organi previsti dalla legge.



TITOLO II
ORGANI BUROCRATICI ED UFFICI


CAPO I
SEGRETARIO COMUNALE

 


Art. 26
PRINCIPI E CRITERI FONDAMENTALI DI GESTIONE

1. L’attività gestionale dell’ente, nel rispetto del principio della distinzione tra funzione politica di
indirizzo e controllo e funzione di gestione amministrativa, è affidata al Segretario Comunale
che l’esercita avvalendosi degli uffici, in base agli indirizzi del Consiglio, in attuazione delle
determinazioni della Giunta e delle direttive del Sindaco, dal quale dipende funzionalmente, e
con l’osservanza dei criteri dettati nel presente Statuto.
2. Il Segretario Comunale, nel rispetto della legge che ne disciplina stato giuridico, ruolo e
funzioni è l’organo burocratico che assicura la direzione tecnico- amministrativa degli uffici e
dei servizi.
3. Per la realizzazione degli obiettivi dell’ente, esercita l’attività di sua competenza con potestà di
iniziativa ed autonomia di scelta degli strumenti operativi e con responsabilità di risultato. Tali
risultati sono sottoposti a verifica del Sindaco che ne riferisce alla Giunta.
4. Al Segretario Comunale sono affidate attribuzioni di carattere gestionale, consultivo, di
sovraintendenza e di coordinamento, di legalità e garanzia, secondo le norme di legge e del
presente Statuto.
Art. 27
ATTRIBUZIONI GESTIONALI

1. Al Segretario Comunale compete l’adozione di atti di gestione, anche con rilevanze esterne, che
non comportano attività deliberative e che non siano espressamente attribuiti dallo Statuto ad
organi elettivi, nonché degli atti che sono espressamente di discrezionalità tecnica.
2. In particolare il Segretario Comunale adotta i seguenti atti:
a) predisposizione di programmi di attuazione, relazioni, progettazioni di carattere organizzativo,
sulla base delle direttive ricevute dagli organi elettivi;
b) organizzazione del personale e delle risorse finanziarie e strumentali messe a disposizione dagli
organi elettivi per la realizzazione degli obiettivi e dei programmi fissati da questi organi;
c) presidenza delle commissioni di gara d’esame o di idoneità , qualora non siano di competenza
dei Responsabili dei Servizi.
d) adozione e sottoscrizione di tutti gli atti ed i provvedimenti, anche a rilevanza esterna, per i
quali gli sia stata attribuita competenza;
e) verifica di tutta la fase istruttoria dei provvedimenti ed emanazione di tutti gli atti ed i
provvedimenti anche esterni, conseguenti e necessari per l’esecuzione delle deliberazioni;
f) verifica dell’efficacia e dell’efficienza dell’attività degli uffici e del personale ad essi preposto;
g) liquidazione di compensi e dell’indennità al personale, ove siano già predeterminati per legge o
per regolamento;
Art. 28
ATTRIBUZIONI CONSULTIVE

1. Il Segretario Comunale partecipa, se richiesto, a commissioni di studio e di lavoro interne
all’ente e, con l’autorizzazione della Giunta, a quelle esterne.
2. Se richiesto, formula pareri ed esprime valutazioni di ordine tecnico e giuridico al Consiglio, alla
Giunta, al Sindaco, agli Assessori ed ai singoli Consiglieri.
3. Esplicita e sottoscrive i pareri nei casi previsti dalla legge sulle proposte di provvedimenti
deliberativi nei casi previsti dall’art. 49 comma 2 del D.Lgs. 267/2000 e s.m.e i..
Art. 29
ATTRIBUZIONI DI SOVRAINTENDENZA – DIREZIONE – COORDINAMENTO

1. Il Segretario Comunale esercita funzioni di impulso, coordinamento, direzione e controllo nei
confronti degli uffici e del personale.
2. Autorizza le missioni, le prestazioni straordinarie, i congedi ed i permessi del personale, con
l’osservanza delle norme vigenti e del regolamento.
3. Adotta provvedimenti di mobilità interna con l’osservanza delle modalità previste negli accordi
e nei regolamenti in materia.
4. Esercita il potere sostitutivo nei casi di accertata inefficienza. Solleva contestazioni di addebiti,
propone provvedimenti disciplinari ed adotta le sanzioni del richiamo scritto e della censura nei
confronti del personale, con l’osservanza delle norme regolamentari.
5. Esercita la vigilanza ed il controllo di tutte le attività di gestione amministrative poste in essere
dall’apparato comunale, sia nella fase di preparazione e formazione che in quella conclusiva e
finale, attraverso gli strumenti di gestione.
Art. 30
ATTRIBUZIONI DI LEGALITA’ E GARANZIA

1. Il Segretario Comunale partecipa alle sedute degli organi collegiali, delle commissioni degli
altri organismi. Cura altresì la verbalizzazione, con facoltà di delega entro i limiti previsti dalla
legge.
2. attesta, su dichiarazione del Messo Comunale, l’avvenuta pubblicazione all’albo e l’esecutività
di provvedimenti dell’ente.



CAPO II
UFFICI

 


Art. 31
PRINCIPI STRUTTURALI ED ORGANIZZATIVI

1. L’amministrazione del Comune si attua mediante una attività per obiettivi e deve essere
informata ai seguenti principi:
a) organizzazione del lavoro non più per singoli atti, bensì per progetti – obiettivo e per
programmi;
b) analisi e individuazione delle produttività e dei carichi funzionali di lavoro e del grado di
efficacia dell’attività svolta da ciascun elemento dell’apparato;
c) individuazione di responsabilità strettamente collegata all’ambito di autonomia decisionale dei
soggetti;
d) superamento della separazione rigida delle competenze nella divisione del lavoro e massima
flessibilità delle strutture e del personale;
e) Il regolamento individua forme e modalità di organizzazione e di gestione della struttura interna.
Art. 32
STRUTTURA

1. L’organizzazione strutturale, diretta a conseguire i fini istituzionali dell’ente secondo le norme
regolamento, è articolata in uffici anche appartenenti ad aree diverse, collegati funzionalmente
al fine di conseguire gli obiettivi assegnati.
Art. 33
PERSONALE

1. Il Comune promuove e realizza il miglioramento delle prestazioni del personale attraverso
l’ammodernamento delle strutture, la formazione, la qualificazione professionale e la
responsabilizzazione dei dipendenti.
2. La disciplina del personale è riservata agli atti normativi che danno esecuzione alle leggi ed allo
Statuto.
3. Il regolamento dello stato giuridico ed economico del personale disciplina in particolare:
a) struttura organizzativo – funzionale;
b) dotazione organica;
c) modalità di assunzione e cessazione dal servizio;
d) diritti, obblighi e sanzioni;
e) modalità organizzative della commissione di disciplina;
f) trattamento economico.



TITOLO III
SERVIZI

 


Art. 34
FORME DI GESTIONE

1. L’attività diretta a conseguire, nell’interesse della comunità, obiettivi e scopi di rilevanza
sociale, promozione dello sviluppo economico e civile, compresa la produzione di beni, viene
svolta attraverso servizi pubblici che possono essere istituiti e gestiti anche con diritto di
privativa del Comune, ai sensi di legge.
2. La scelta della forma di gestione per ciascun servizio deve essere effettuata previa valutazione
comparativa tra le diverse forme di gestione previste dalla legge e dal presente Statuto.
3. Per i servizi da gestire in forma imprenditoriale la comparazione deve avvenire tra affidamento
in concessione, costituzione di aziende, di consorzio o di società a prevalente capitale pubblico
locale.
4. Per gli altri servizi la comparazione avverrà tra la gestione in economia, la costituzione di
istituzione, l’affidamento in appalto o in concessione, nonché tra la forma singola o quella
associata mediante convenzioni, unioni di Comuni, ovvero consorzi.
5. Nell’organizzazione dei servizi devono essere, comunque, assicurate idonee forme di
informazione, partecipazione e tutela degli utenti.
6. Il Consiglio Comunale può delegare alla Comunità Montana l’organizzazione e la gestione di
funzioni e servizi di propria competenza quando la dimensione comunale non consenta di
realizzare una gestione ottimale ed efficiente.
Art. 35
GESTIONE IN ECONOMIA

1. L’organizzazione e l’esercizio di servizi in economia sono, di norma, disciplinati da appositi
regolamenti.
Art. 36
AZIENDA SPECIALE

1. Il Consiglio Comunale, nel rispetto delle norme legislative statuarie, delibera gli atti costitutivi
di aziende speciali per la gestione dei servizi produttivi e di sviluppo economico e civile.
2. L’ordinamento ed il funzionamento delle aziende speciali sono disciplinate dall’apposito Statuto
e da propri regolamenti interni approvati, questi ultimi, dal Consiglio di Amministrazione delle
aziende.
3. Il Consiglio di Amministrazione ed il Presidente sono nominati dal Consiglio Comunale fuori
dal proprio seno, tra coloro che abbiano i requisiti per l’elezione a Consigliere Comunale e
comprovate esperienze di amministrazione.
Art. 37
ISTITUZIONI

1. Il Consiglio Comunale per l’esercizio dei servizi sociali, che necessitano di particolari
autonomia gestionale, costituisce istituzioni mediante apposito atto contenente il relativo
regolamento di disciplina dell’organizzazione e dell’attività dell’istituzione e previa redazione
di apposito piano tecnico – finanziario dal quale risultino: i costi del servizio, le forme di
finanziamento e le dotazioni di beni immobili e mobili, compresi i fondi liquidi.
2. Il regolamento di cui al precedente 1° comma, determina altresì, la dotazione organica di
personale e l’assetto organizzativo dell’istituzione, le modalità di esercizio dell’autonomia
gestionale, l’ordinamento finanziario e contabile, le forme di vigilanza e di verifica dei risultati
gestionali.
3. Il regolamento può prevedere il ricorso a personale assunto con rapporto di diritto privato,
nonché a collaborazioni ad alto contenuto di professionalità.
4. Gli indirizzi da osservare sono approvati dal Consiglio Comunale al momento della costituzione
ed aggiornati in sede di esame del bilancio preventivo e del rendiconto consuntivo
dell’istituzione.
5. Gli organi dell’istituzione sono il Consiglio di Amministrazione, il Presidente ed il Direttore.
Art. 38
IL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE

1. Il Consiglio di Amministrazione ed il Presidente dell’istituzione sono nominati dal Consiglio
Comunale fuori dal proprio seno, anche in rappresentanza dei soggetti interessati, tra coloro che
abbiano i requisiti per l’elezione a Consigliere Comunale e comprovate esperienze di
amministrazione.
2. Il regolamento disciplina il numero, gli eventuali ulteriori requisiti specifici richiesti ai
componenti, la durata in carica, la posizione giuridica e lo status dei componenti il Consiglio di
Amministrazione, nonché le modalità di funzionamento dell’organo.
3. Il Consiglio Comunale provvede all’adozione di tutti gli atti di gestione a carattere generale
previsti dal regolamento.
Art. 39
IL PRESIDENTE

1. Il Presidente rappresenta e presiede il Consiglio di Amministrazione, vigila sull’esecuzione
degli atti del Consiglio ed adotta in caso di necessità ed urgenza provvedimenti di sua
competenza da sottoporre a ratifica nella prima seduta del Consiglio di Amministrazione.
Art. 40
IL DIRETTORE

1. Il Direttore dell’istituzione è nominato dalla Giunta con le modalità previste dal regolamento.
2. Dirige tutta l’attività dell’istituzione, è responsabile del personale, garantisce la funzionalità dei
servizi, adotta i provvedimenti necessari ad assicurare l’attuazione degli indirizzi e delle
decisioni degli organi delle istituzioni.
Art. 41
NOMINA E REVOCA

1. Gli Amministratori delle aziende e delle istituzioni sono nominate dal Consiglio Comunale, nei
termini della legge, sulla base di un documento, corredato dai curricula dei candidati, che indica
il programma e gli obiettivi da raggiungere.
2. Il documento proposto, sottoscritto da almeno 1/5 dei Consiglieri assegnati, deve essere
presentato al Segretario del Comune almeno 5 giorni prima dell’adunanza.
3. Il Presidente ed i singoli componenti possono essere revocati, su proposta motivata del Sindaco,
o di 1/5 dei consiglieri assegnati, dal Consiglio Comunale che provvede contestualmente alla
loro sostituzione.
4. Per assicurare il migliore rapporto e collegamento tra il Consiglio Comunale ed i suoi
rappresentanti, questi sono tenuti ad inviare una volta all’anno o quando il Sindaco ne faccia
richiesta, una relazione sull’attività svolta.
5. Gli Amministratori di cui al 1° comma potranno, altresì, essere convocati dalla Commissione
Consigliare competente, o ascoltati su loro richiesta, per riferire in merito all’attività della
azienda, ente e/o istituzione nella quale operano.
Art. 42
SOCIETA’ A PREVALENTE CAPITALE PUBBLICO LOCALE

1. Negli Statuti delle società a prevalente capitale pubblico locale devono essere previste le forme
di raccordo e collegamento tra le società stesse e il Comune.
Art. 43
GESTIONE ASSOCIATA DEI SERVIZI E DELLE FUNZIONI

1. Il Comune sviluppa rapporti con gli altri Comuni, Provincie, Regioni e Comunità Montane per
promuovere e ricercare le forme associative più appropriate tra quelle previste dalla legge in
relazione alle attività, ai servizi, alle funzioni da svolgere ed agli obiettivi da raggiungere.



TITOLO IV
CONTROLLO INTERNO

 


Art. 44
PRINCIPI E CRITERI

1. Il bilancio di previsione, il conto consuntivo e gli altri documenti contabili dovranno favorire
una lettura per programmi ed obiettivi affinchè siano consentiti, oltre al controllo finanziario e
contabile, anche quello sulla gestione e quello relativo all’efficacia dell’azione del Comune.
2. L’attività di revisione potrà comportare proposte al Consiglio Comunale in materia di gestione
economico – finanziaria dell’Ente. E’ facoltà del Consiglio richiedere agli organi ed agli uffici
competenti specifici pareri e proposte in ordine agli aspetti finanziari ed economici della
gestione e di singoli atti fondamentali, con particolare riguardo all’organizzazione ed alla
gestione dei servizi.
3. Le norme regolamentari disciplinano gli aspetti organizzativi e funzionali dell’ufficio del
Revisori dei Conti e ne specificano le attribuzioni di controllo, di impulso, di proposta e di
garanzia, con l’osservanza della legge, dei principi civilistici concernenti il controllo delle
società per azioni e del presente Statuto.
4. Nello stesso regolamento verranno individuate forme e procedure per un concetto ed equilibrato
raccordo operativo – funzionale tra la sfera di attività del Revisore e quella degli organi e degli
uffici dell’ente.
Art. 45
REVISORE DEI CONTI

1. I Revisori dei Conti, oltre a possedere i requisiti prescritti dalle norme sull’ordinamento delle
autonomie locali, devono possedere quelli di eleggibilità fissati dalla legge per l’elezione a
Consigliere Comunale e non ricadere nei casi di incompatibilità previsti dalla legge.
2. Nell’esercizio delle loro funzioni, con modalità e limiti definiti nel regolamento, il Revisore
avrà diritto di accesso agli atti e documenti connessi alla sfera delle sue competenze.
3. La revoca e la decadenza dalla carica di Revisore dei Conti è disciplinata dalla legge. E’
deliberata dal Consiglio Comunale dopo formale contestazione da parte del Sindaco, degli
addebiti all’interessato, al quale è concesso, in ogni caso, un termine di dieci giorni per far
pervenire le proprie giustificazioni.
4. In caso di cessazione per qualsiasi causa, dalla carica di Revisore, il Consiglio procede alla
surrogazione entro i termini e con le modalità indicate dalla legge.
Art. 46
CONTROLLO DI GESTIONE

1. Per definire in materia compiuta il complessivo sistema dei controlli interni dell’ente il
regolamento individua metodi, indicatori e parametri quali strumenti di supporto per le
valutazioni di efficacia, efficienza ed economicità dei risultati conseguiti rispetto ai programmi
ed ai costi sostenuti.
2. la tecnica del controllo di gestione deve costruire misuratori idonei ad accertare periodicamente:
a) la congruità delle risultanze rispetto alle previsioni;
b) la quantificazione economica dei costi sostenuti per la verifica di coerenza con i programmi
approvati;
c) il controllo di efficacia ed efficienza dell’attività amministrativa svolta;
d) l’accertamento degli eventuali scarti negativi fra progetto e realizzato ed individuazione delle
relative responsabilità.

 


PARTE II
ORDINAMENTO FUNZIONALE


TITOLO I
ORGANIZZAZIONE TERRITORIALE E FORME ASSOCIATIVE


CAPO I
ORGANIZZAZIONE TERRITORIALE

 


Art. 47

ORGANIZZAZIONE SOVRACOMUNALE
1. Il Consiglio Comunale promuove e favorisce forme di collaborazione con altri Enti pubblici
territoriale al fine di coordinare ed organizzare unitamente agli stessi propri servizi tendendo al
superamento del rapporto puramente istituzionale.


CAPO II
FORME COLLABORATIVE


Art. 48
PRINCIPIO DI COOPERAZIONE

1. L’attività dell’Ente, diretta a conseguire uno o più obiettivi d’interesse comune con altri Enti
Locali, si organizza avvalendosi dei moduli e degli istituti previsti dalla legge attraverso accordi
ed intese di cooperazione.


Art. 49
CONVENZIONI

1. Il Comune promuove la collaborazione, il coordinamento e l’esercizio associato di funzioni e
servizi, anche individuando nuove attività di comune interesse, ovvero l’esecuzione e la
gestione di opere pubbliche, la realizzazione di iniziative e programmi speciali ed altri servizi,
privilegiando la stipulazione di apposite convenzioni con altri Enti Locali o loro enti
strumentali.
2. Le convenzioni contenenti gli elementi e gli obblighi previsti dalla legge, sono approvate dal
Consiglio Comunale a maggioranza assoluta dei componenti.
3. Per il tramite dell’istituto della convenzione, nei limiti della legge, può essere previsto un unico
servizio di Segretaria con altra Amministrazione Comunale.
Art. 50
CONSORZI

1. Il Consiglio Comunale, in coerenza ai principi statuari, promuove la costituzione del consorzio
tra Enti per realizzare e gestire servizi rilevanti sotto il profilo economico o imprenditoriale,
ovvero per economia di scala qualora non sia conveniente l’istituzione di azienda speciale e non
sia opportuno avvalersi delle forme organizzative per i servizi stessi, previsto nell’articolo
precedente.
2. La convenzione oltre al contenuto prescritto dal secondo comma del precedente art. 52, deve
prevedere l’obbligo di pubblicazione degli atti fondamentali del consorzio negli albi pretori
degli Enti contraenti.
3. Il Consiglio Comunale, unitamente alla convenzione, approva lo Statuto del Consorzio che deve
disciplinare l’ordinamento organizzativo e funzionale del nuovo ente secondo le norme previste
per le aziende speciali dei Comuni, in quanto compatibili.
4. Il Consorzio assume carattere polifunzionale quando si intendono gestire da parte dei medesimi
Enti locali una pluralità di servizi attraverso il modulo consortile.
Art. 51
UNIONE DI COMUNI

1. In attuazione del principio di cui al precedente art. 51 e dei principi della legge di riforma delle
autonomie locali, il Consiglio Comunale, ove sussistano le condizioni, costituisce, nelle forme e
con le finalità previste dalla legge, unione di Comuni con l’obiettivo di migliorare le strutture
pubbliche ed offrire servizi più efficienti alla collettività.
Art. 52
ACCORDI DI PROGRAMMA

1. L’Amministrazione Comunale può concludere appositi accordi per la definizione e l’attuazione
di opere, di interventi o di programmi, che la loro realizzazione richiedono l’azione integrata e
coordinata di Comuni, Province e Regioni, di Amministrazione Statali e di altri soggetti
pubblici nei modi e nelle forme previsti dalla legge.
2. L’accordo, oltre alle finalità perseguite, deve prevedere le forme per l’attivazione dell’eventuale
arbitrato e degli interventi surrogatori ed in particolare:
a) Determinare i tempi e le modalità delle attività preordinate e necessarie alla r4ealizzazione
dell’accordo;
b) Individuare attraverso strumenti appropriati, quali il piano finanziario, i costi, le fonti di
finanziamento e le relative regolazioni dei rapporti fra gli Enti coinvolti;
c) Assicurare il coordinamento di ogni altro connesso adempimento;
3. Il Sindaco definisce e stipula l’accordo, con l’osservanza delle altre formalità previste dalla
legge e nel rispetto delle funzioni attribuite con lo Statuto



TITOLO III
PARTECIPAZIONE POPOLARE

 


Art. 53
PARTECIPAZIONE

1. Il Comune garantisce e promuove la partecipazione dei cittadini all’attività dell’ente, al fine di
assicurare il buon andamento, l’imparzialità e la trasparenza.
2. Per gli stessi fini, il Comune privilegia le libere forme associative e le organizzazioni di
volontariato, incentivandone l’accesso alle strutture ed ai servizi dell’ente.
3. Ai cittadini, inoltre, sono consentite forme dirette e semplificate per favorire il loro intervento
nella formazione degli atti a tutela dei loro interessi.
4. L’Amministrazione può attivare forme di consultazione, per acquisire il parere dei cittadini e di
soggetti economici su specifici problemi.

 


CAPO I
INIZIATIVA POLITICA E AMMINISTRATIVA

 


Art. 54
INTERVENTI NEL PROCEDIMENTO AMMINISTRATIVO

1. Ogni cittadino residente può presentare, singolarmente o attraverso associazioni, richieste di
informazioni, istanze e proposte.
2. Le istanze e le proposte debbono essere valutate ed avere riscontro sempre che siano riferite a
competenza del Comune e/o rispondano all’esercizio di un diritto del richiedente o propongano
soluzioni nel pubblico interesse.
3. Le modalità per l’esercizio del diritto di istanza, di accesso agli atti dell’amministrazione e, di
informazione sullo stato degli atti e procedure, saranno disciplinate da apposito regolamento,
contenente altresì le determinazioni previste dalla legge 07/08/1990 n. 241.
Art. 55
ISTANZE

1. I cittadini, le associazioni, i comitati ed i soggetti collettivi in genere, possono rivolgere al
Sindaco interrogazioni con le quali si chiedono ragioni su specifici aspetti dell’attività
dell’amministrazione.
2. La risposta all’interrogazione viene fornita dal Sindaco entro il termine massimo di 60 giorni.
3. Le modalità delle interrogazioni sono indicate dal regolamento sulla partecipazione, il quale
deve prevedere i tempi, la forma scritta o altra idonea forma di comunicazione della risposta,
nonché adeguate misure di pubblicità dell’istanza.
Art. 56
PETIZIONI

1. Tutti i cittadini possono rivolgersi, in forma collettiva, agli organi dell’amministrazione per
sollecitare l’intervento su questioni di interesse generale o per esporre comuni necessità.
2. Il regolamento determina la procedura della petizione, i tempi, le forme di pubblicità e
l’assegnazione all’organo competente, il quale procede all’esame e predispone le modalità di
intervento del Comune sulla questione sollevata, dispone l’archiviazione qualora non ritenga di
aderire all’indicazione contenuta nella petizione. In quest’ultimo caso, il provvedimento
conclusivo dell’esame da parte dell’organo competente deve essere espressamente motivato ed
adeguatamente pubblicizzato.
3. La petizione è esaminata dall’organo competente entro 60 giorni dalla presentazione.
4. Se il termine previsto al comma terzo non è rispettato, ciascun consigliere può sollevare la
questione in Consiglio, chiedendo ragione al Sindaco del ritardo o provocando una discussione
sul contenuto della petizione. Il Sindaco è comunque tenuto a porre la petizione all’ordine del
giorno della prima seduta del Consiglio.
5. La procedura si conclude in ogni caso con un provvedimento espresso, di cui è garantita al
soggetto proponente la comunicazione.
Art. 57
PROPOSTE

1. N. 20 cittadini elettori possono avanzare proposte per l’eventuale adozione di atti amministrativi
che il Sindaco trasmette entro 30 giorni successivi all’organo competente, corredate dal parere
dei responsabili dei servizi interessati e del Segretario, nonché dell’attestazione relativa alla
copertura finanziaria.
2. L’organo competente deve sentire i proponenti dell’iniziativa entro 30 giorni dalla
presentazione della proposta.
3. Tra l’amministrazione comunale ed i proponenti si può giungere alla stipulazione di accordi nel
perseguimento del pubblico interesse al fine di determinare il contenuto del provvedimento
finale per cui è stata promossa l’iniziativa popolare.

 


CAPO II
ASSOCIAZIONISMO E PARTECIPAZIONE

 


Art. 58
PRINCIPI GENERALI

1. Il Comune valorizza le autonomie forme associative e di cooperazione dei cittadini, attraverso le
forme di incentivazione previste dal successivo art. 64, l’accesso ai dati di cui è in possesso
l’amministrazione e tramite l’adozione di idonee forme di consultazione nel procedimento di
formazione degli atti generali.
2. I relativi criteri generali vengono periodicamente stabiliti dal Consiglio Comunale.
Art. 59
ASSOCIAZIONI

1. La Giunta Comunale registra, previa istanza degli interessati, per i fini di cui al precedente
articolo, le associazioni che operano sul territorio.
2. Le scelte amministrative che incidono e possono produrre effetti sull’attività delle associazioni
devono essere precedute dall’acquisizione di pareri espressi dagli organismi collegiali delle
stesse, entro 30 giorni dalla richiesta dei soggetti interessati.
Art. 60
ORGANISMI DI PARTECIPAZIONE

1. Il Comune promuove e tutela le varie forme di partecipazione dei cittadini. Tutte le
aggregazioni hanno i poteri di iniziativa previsti negli articoli precedenti.
2. Gli organismi di partecipazione e quelli promotori di interessi circoscritti al territorio comunale
sono sentiti nelle materie oggetto di attività o per interventi mirati a porzioni di territorio. Il
relativo parere deve essere fornito entro 30 giorni dalla richiesta.
3. Il Comune può promuovere la costituzione di organismi di partecipazione popolare tendenti a
stimolare la partecipazione dei cittadini alla vita amministrativa dell’ente; tali organismi
possono costituirsi secondo i criteri e modalità stabiliti dal regolamento.
Art. 61
INCENTIVAZIONE

1. Alle associazioni ed agli organismi di partecipazione, possono essere erogate forme di
incentivazione con apporti sia di natura finanziaria – patrimoniale, che tecnico – professionale e
organizzativo.
Art. 62
PARTECIPAZIONE ALLE COMMISSIONI

1. Le commissioni consiliari, su richiesta delle associazioni e degli organismi interessati, possono
invitare ai propri lavori i rappresentanti di questi ultimi.

 


CAPO III
REFERENDUM – DIRITTI DI ACCESSO

 


Art. 63
REFERENDUM

1. Sono previsti referendum consultivi in tutte le materie di esclusiva competenza comunale, al
fine di sollecitare manifestazioni di volontà che devono trovare sintesi nell’azione
amministrativa.
2. Non possono essere indetti referendum: in materia di tributi locali e di tariffe, su attività
amministrative vincolate da leggi statali o regionali, su materie che sono già state oggetto di
consultazione referendaria nell’ultimo quinquennio.
3. Soggetti promotori del referendum possono essere:
a) il 30% dei cittadini facenti parte del corpo elettorale;
b) il Consiglio Comunale a maggioranza dei membri assegnati;
c) Il Consiglio Comunale fissa nel regolamento: i requisiti di ammissibilità, i tempi, le condizioni
di accoglimento e le modalità organizzative della consultazione.
Art. 64
EFFETTI DEL REFERENDUM

1. Entro 60 giorni dalla proclamazione del risultato da parte del Sindaco, gli organi comunali
competenti deliberano i relativi e conseguenti atti.
2. Il mancato recepimento delle indicazioni referendarie deve essere deliberato, con adeguate
motivazioni, dalla maggioranza dei Consiglieri assegnati al Comune.
Art. 65
DIRITTI DI ACCESSO

1. Ai cittadini singoli o associati è garantita la libertà di accesso agli atti dell’amministrazione e
dei soggetti che gestiscono servizi pubblici comunali, secondo le modalità definite dalla legge 7
agosto 1990 n° 241 e s.m.i. edal regolamento sull’accesso agli atti.
2. Sono sottratti al diritto di accesso agli atti che disposizioni legislative dichiarano riservati o
sottoposti a limiti di divulgazione e quelli esplicitamente individuati dal regolamento.
3. Il regolamento, oltre ad enucleare le categorie degli atti riservati, disciplina anche i casi in cui è
applicabile l’istituto dell’accesso differito e detta norma di organizzazione per il rilascio di
copie.
Art. 66
DIRITTO DI INFORMAZIONE

1. Tutti gli atti dell’amministrazione, delle aziende speciali e delle istituzioni, sono pubblici, con le
limitazioni previste dalla legge 7 agosto 1990 n° 241 e s.m.i e dal regolamento comunale
sull’accesso agli atti.
2. L’ente deve, di norma, avvalersi, oltre che dei sistemi tradizionali della notificazione e della
pubblicazione all’albo pretorio, anche dei mezzi di comunicazione ritenuti più idonei ad
assicurare il massimo di conoscenza degli atti.
3. L’informazione deve essere esatta, tempestiva, inequivocabile, completa e, per gli atti aventi
una pluralità indistinta di destinatari, deve avere carattere di generalità.
4. La Giunta Comunale adotta i provvedimenti organizzativi interni ritenuti idonei a dare concreta
attuazione al diritto di informazione.
5. Il regolamento sul diritto di accesso detta norme atte a garantire l’informazione ai cittadini, nel
rispetto dei principi sopra enunciati e disciplina la pubblicazione per gli atti previsti dall’art. 26
della legge n. 241 del 7 agosto 1990.



TITOLO III
PROPRIETA’ COMUNALE

 


Art. 67
BENI COMUNALI

1. Per il perseguimento dei propri fini istituzionali il Comune si avvale del complesso dei beni di
cui dispone.
2. I beni comunali si distinguono in beni demaniali e beni patrimoniali.
3. Per quanto concerne i terreni soggetti agli usi civici, si deve fare riferimento alle disposizioni
delle leggi speciali che regolano la materia.
Art. 68
BENI DEMANIALI

1. Sono demaniali quei beni di proprietà del Comune che appartengono ai tipi indicati negli art.
822 e 824 del Codice Civile.
2. La demanialità si estende anche sulle relative pertinenze e servitù eventualmente costituite a
favore dei beni stessi.
3. Fanno parte del demanio comunale, in particolare il mercato e il cimitero.
4. Tali beni seguono il regime giuridico attribuito loro dalla legge.
5. Alla classificazione è competente il Consiglio Comunale.
Art. 69
BENI PATRIMONIALI

1. I beni appartenenti al Comune che non sono assoggettati al regime del demanio pubblico
costituiscono il patrimonio del Comune stesso.
2. Fanno parte del patrimonio comunale indisponibile i beni la cui destinazione economica riveste
un carattere di utilità pubblica immediata in quanto destinati ad un servizio pubblico o in questo
rivestono un carattere pubblico, essi non possono essere sottratti alla loro destinazione se non
nei modi stabiliti dalla legge.
3. Fanno parte del patrimonio comunale disponibile quei beni che rivestono un’utilità puramente
strumentale in quanto forniscono i mezzi attraverso i quali vengono soddisfatti pubblici bisogni.
Art. 70
INVENTARIO

1. Di tutti i beni demaniali e patrimoniali mobili ed immobili deve essere redatto un apposito
inventario.
2. Lo stesso va compilato secondo quanto stabilito dalle norme in materia.
3. Il titolare dell’Ufficio di ragioneria, o in mancanza il Segretario Comunale è responsabile
personalmente della corretta tenuta dell’inventario, delle successive aggiunte e modificazioni,
della conservazione dei titoli, atti, carte e scritture relative al patrimonio.
4. Il riepilogo dell’inventario deve essere allegato sia al bilancio di previsione sia al conto
consuntivo.
5. L’attività gestionale dei beni, che si esplica attraverso gli atti che concernono l’acquisizione, la
manutenzione, la conservazione e l’utilizzazione dei beni stessi, nonché le modalità della tenuta
e dell’aggiornamento dell’inventario dei beni medesimi sono disciplinati da apposito
regolamento, nell’ambito dei principi della legge.

 


TITOLO IV
FUNZIONE NORMATIVA

 


Art. 71
STATUTO

1. Lo Statuto contiene le norme fondamentali dell’ordinamento comunale. Ad esso devono
conformarsi tutti gli atti normativi del Comune.
2. E’ ammessa l’iniziativa da parte di almeno il 30% di cittadini elettori o di un terzo di Consiglieri
assegnati, per proporre modificazione allo Statuto anche mediante un progetto redatto in articoli.
Si applica nella prima ipotesi la disciplina prevista per l’ammissione delle proposte di iniziativa
popolare.
3. Lo Statuto e le sue modifiche, entro 15 giorni successivi alla data di esecutività, sono sottoposti
a forme di pubblicità che consentono l’effettiva conoscibilità.
Art. 72
REGOLAMENTI

1. Il Comune emana regolamenti:
a) Nelle materie ad essi demandate dalla legge o dallo Statuto;
b) In tutte le altre materie di competenza comunale.
2. Nelle materie di competenza riservata dalla legge generale sugli Enti Locali, la potestà
regolamentare viene esercitata nel rispetto delle suddette norme generali e delle disposizioni
statuarie.
3. Nelle altre materie i regolamenti comunali sono adottati nel rispetto delle leggi statali e
regionali, tenendo conto delle altre disposizioni regolamentari emanate dai soggetti aventi una
concorrente competenza delle materie stesse.
4. L’iniziativa dei regolamenti spetta alla Giunta, a ciascun Consigliere ed ai cittadini ai sensi di
quanto disposto dall’art. 60 del presente Statuto.
5. Nella formazione dei regolamenti possono essere consultati i soggetti interessati.
6. I regolamenti sono soggetti a duplice pubblicazione all’albo pretorio: dopo l’adozione della
delibera in conformità delle disposizioni sulla pubblicazione della stessa deliberazione, nonché
per la durata di quindici giorni dopo che la deliberazione di adozione è divenuta esecutiva. I
regolamenti devono comunque essere sottoposti a forme di pubblicità che ne consentono
l’effettiva conoscibilità. Essi debbono essere accessibili a chiunque intenda consultarli.
Art. 73
ADEGUAMENTO ALLE FONTI NORMATIVE COMUNALI A LEGGI SOPRAVVENUTE

1. Gli adeguamenti dello Statuto e dei regolamenti debbono essere apportati, nel rispetto dei
principi dell’ordinamento comunale contenuti nella Costituzione, nel D.Lgs.18 agosto 2000 n°
267 e s.m.i. , ed in altre leggi e nello Statuto stesso, entro i 120 giorni successivi all’entrata in
vigore delle nuove disposizioni.
Art. 74
ORDINANZE

1. Il Sindaco emana ordinanze nei termini previsti dalle leggi e dal presente Statuto.Analogamente
possono emanare ordinanze contingibili ed urgenti i Responsabili dei Servizi nelle materie di
propri a competenza e nei limiti previsti dalla legge e dai contratti collettivi di lavoro.
2. Il Segretario Comunale può emanare, nell’ambito delle proprie funzioni, circolari e direttive
applicative di disposizioni di legge.
3. Le ordinanze di cui al comma 1 devono essere pubblicate per 15 giorni consecutivi all’albo
pretorio. Durante tale periodo devono essere sottoposte a forme di pubblicità che le rendano
conoscibili e devono essere accessibili in ogni tempo a chiunque intenda consultarle.
4. In caso di assenza o di impedimento del Sindaco, le ordinanze sono emanate da chi lo
sostituisce ai sensi del presente Statuto.
5. Quando l’ordinanza ha carattere individuale, essa deve essere notificata al destinatario. Negli
altri casi essa viene pubblicata nelle forme previste al precedente comma terzo.
Art. 75
NORME TRANSITORIE E FINALI

1. Il presente Statuto entra in vigore dopo aver ottemperato agli adempimenti di legge. Da tale
momento cessa l’applicazione delle norme transitorie.
2. Il Consiglio approva entro un anno i regolamenti previsti dallo Statuto. Fino all’adozione dei
suddetti regolamenti, restano in vigore le norme adottate dal Comune secondo la precedente
legislazione che risultano compatibili con la legge e lo Statuto.