Tavagnasco fu, sempre, una terra in lotta con i nobili dei castelli vicini principalmente contro i Signori di Settimo Vittone. La lotta per la propria autonomia fece sì, che dai tempi più remoti sorgesse la vita comunale con le libertà e le franchigie dell’epoca.

I documenti più antichi di cui si è venuti a conoscenza (cifr.Tavagnasco e la sua storia- Sac. Carlo Benedetto 1923) risalivano al 25 febbraio 1291, ora purtroppo introvabili e trattavano di antiche e buone consuetudini raccolte in statuti comunali.

Gli statuti, Magna Carta del paese, vennero aggiornati poi nel 1383 e 1474.

Furono riconosciuti con bolla di approvazione dal Duca di Savoia il 25 settembre 1481.

Il borgo, doveva trattarsi di un piccolo centro, con poche misere case, strette tra i contrafforti della montagna e la Dora Baltea che, un tempo, prima delle gigantesche frane, lambiva la rupe di Bardandone.

Sopra una stretta cengia, sottostante la rupe sopraindicata, si trovano ancora due tombe scavate nella roccia viva, di origine, si dice, preromana; l’accesso è molto pericoloso e vietato (inagibile).

Il comune era retto dal console e dai credenzieri che prestavano giuramento nelle mani di quelli precedenti, scaduti.
Il podestà, nominato dai Signori di Settimo, Castelletto, Montestrutto, Quincinetto e Ivrea, era il giudice per quanto riguardava la giustizia sia civile che penale.

Il podestà, in un primo momento era quindi soggetto alla nobiltà vicina, dopo anni e anni di lotte ottenne di prestare giuramento nelle mani del console accentuando così l’autonomia del comune.
L’assemblea dei capi famiglia, detta la vicinanza, veniva convocata per la nomina del console, dei credenzieri, del parroco e per gli affari di principale importanza.

Nel 1400 il problema centrale per il paese è l’edificazione della chiesa parrocchiale. L’accesso alle funzioni presso la chiesa di Settimo è difficile per l’attraversamento della Dora e, finalmente, il 9 luglio 1409 il vescovo di Ivrea autorizza la costruzione della chiesa con annesso cimitero. La realizzazione avvenne in modo relativamente sollecito trattandosi di una modesta chiesetta ad una sola navata capace di contenere appena duecento persone.
Gli statuti rimasero in vigore, nonostante le continue liti con Signori confinanti (memorabile quella con il Signore Giovanni Giacomo di Settimo e terminata nel 1512 con piena soddisfazione per i Tavagnaschesi).

Nel 1358, per uscire dall’isolamento causato dalla Dora Baltea, si convenne di collegare Tavagnasco a Settimo con un grosso barcone, per trasportare persone e cose. Solo molto più tardi si dette luogo alla costruzione del ponte.

Nel 1761 si decise l’edificazione dell’attuale chiesa progettata dall’ing. Marazio Giovanni Pietro.

Già nel 1771 l’opera era pressoché finita, fu uno sforzo immane per quelle genti (si parlava allora di circa 900 abitanti residenti), forse fu anche possibile per un secolo di pace relativa, che fu il 1700 nella nostra terra sotto il dominio dei Savoia. E’ da rilevare come in questo secolo si ebbero una trentina di preti, tre medici, quattro chirurghi, sei avvocati e tre notai.

Con grande lungimiranza la comunità, fin dal 1600 provvide a nominare i maestri cappellani per curare l’istruzione locale. Esistevano ancora, ai tempi di Don Benedetto, le delibere per inviare all’università di Torino i giovani Francesio Giuseppe, Perotto Domenico e Balla Martino a spese del comune.

Uno dei problemi del borgo, continuava ad essere il collegamento viario con la statale per Ivrea e Aosta, l’utilizzo del barcone presentava vari ed immaginabili inconvenienti. Il 17 settembre 1827 , con delibera consiliare,fu approvato il progetto dell’architetto Storero per la costruzione del ponte e appaltati i lavori.

Nel 1835, i lavori erano ultimati e collaudati dai tecnici della provincia; la spesa complessiva ammontava a Lit. 41.500= pagate interamente dal comune. Purtroppo il 16 ottobre 1839 una grande alluvione danneggiò il viadotto asportando una pila e una testata; mentre si affrontava il problema della ricostruzione, una nuova alluvione rovinò le pile superstiti.

Nel 1850 fu approvato il progetto dell’attuale ponte redatto dall’ing. Lomaglio; vennero subito iniziati i lavori, riutilizzando parte dei materiali del ponte rovinato. Il nuovo viadotto non aveva però archi ma solo un’impalcatura posata sulle pile; nel 1884 la struttura in legno parecchio danneggiata dall’uso, fu sostituita dagli attuali archi in muratura e, contemporaneamente, veniva costruita la stazione ferroviaria. Onde far fronte alle ingenti spese sostenute,il comune edificò alla testata del ponte un alloggio per il custode addetto a riscuotere il pedaggio; il diritto di pedaggio cessò di essere riscosso il 31 dicembre 1921.
Si desidera rendere onore ai libri del Sac. Carlo Benedetto (Tavagnasco sua storia civile e religiosa – edito 1923) e del sig. Angelo Renzo Vassarotti (storia di Tavagnasco antica e contemporanea – edito 1994) che, con lavoro appassionato e preciso hanno voluto creare queste due opere a perenne testimonianza dei tempi passati e dell’impegno e della tenacia dei Tavagnaschesi.

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